Le collaborazioni con gli influencer possono essere ottime per i brand che cercano di diffondere contenuti che promuovano i loro prodotti e servizi in modo autentico. Questo tipo di collaborazioni può portare a un aumento significativo della notorietà e del sentiment del marchio, ma può anche essere rischioso. Le star dei social media sono imprevedibili nei momenti migliori e molte di loro sono deliberatamente a caccia di polemiche per aumentare la propria fama.
Queste buffonate non sempre si riflettono positivamente sui marchi che collaborano con influencer particolarmente assetati di attenzione, per cui i responsabili del marketing non hanno altra scelta se non quella di condurre un’attenta due diligence sulle persone con cui collaborano. Fortunatamente, questo compito può essere reso molto più semplice grazie all’evoluzione dell’intelligenza artificiale.
Lightricks, un’azienda di software nota soprattutto per i suoi strumenti di editing di immagini e video basati sull’intelligenza artificiale, sta ampliando ancora una volta le capacità dell’intelligenza artificiale della sua suite con l’annuncio, questa settimana, di SafeCollab. SafeCollab è un nuovo strumento per i marketer che automatizza il processo di selezione degli influencer, un modulo di selezione degli influencer alimentato dall’intelligenza artificiale che si trova all’interno della piattaforma di collaborazione con i creatori Popular Pays dell’azienda.
Tradizionalmente, i marketer non hanno avuto altra scelta se non quella di passare ore a ricercare il background degli influencer, esaminando anni di video caricati e post sui social media. Si tratta di un processo lungo e manuale che può essere automatizzato solo con strumenti intelligenti.
SafeCollab fornisce questa intelligenza con i suoi modelli linguistici di base, che si occupano di indagare sugli influencer per assicurarsi che l’immagine che rappresentano sia coerente con i valori del marchio. I LLM eseguono in pochi minuti una valutazione del rischio dei contenuti dei creatori su più canali di social media, cercando tra ore di video, upload audio, immagini e testi.
In questo modo, SafeCollab riduce significativamente il tempo necessario ai brand marketer per eseguire la due diligence sugli influencer dei social media con cui stanno pensando di collaborare. Allo stesso modo, quando i creatori si iscrivono a SafeCollab, rendono più facile per i responsabili marketing comprendere le implicazioni per la sicurezza del marchio derivanti dalla collaborazione, riducendo l’attrito del ciclo di vita delle campagne.
I brand non possono correre rischi
L’idea è quella di dare ai brand marketer la possibilità di evitare di lavorare con creatori i cui contenuti non sono in linea con i valori del brand, così come con quelli che hanno la tendenza a scatenare una tempesta.
La due diligence è fondamentale, perché anche gli influencer più innocui possono avere qualche scheletro nell’armadio. Un esempio è la popolare influencer Brooke Schofield, che ha più di 2,2 milioni di follower su TikTok e co-conduce il podcast “Canceled” su YouTube. Con il suo grande seguito, il suo bell’aspetto e il suo acuto senso della moda, la Schofield sembrava perfetta per il marchio di abbigliamento Boys Lie, che ha collaborato con lei per un’esclusiva capsule collection chiamata “Bless His Heart”
Tuttavia, Boys Lie si è subito pentita della collaborazione con la Schofield quando, ad aprile, è scoppiato uno scandalo dopo che i fan hanno portato alla luce una serie di post di anni fa sui social media in cui la donna esprimeva opinioni razziste.
I post, caricati su X tra il 2012 e il 2015 quando Schofield era un’adolescente, contenevano una serie di bestemmie razziste e battute offensive sulle acconciature dei neri. In un post, difendeva vigorosamente George Zimmerman, un bianco americano che è stato controvertitamente assolto per l’omicidio dell’adolescente nero Trayvon Martin.
La Schofield si è scusata abbondantemente per i suoi post, ammettendo che erano “molto offensivi” e sottolineando di essere una persona cambiata, avendo avuto il tempo di “imparare e crescere e formulare le mie opinioni”
Tuttavia, Boys Lie ha deciso di non avere altra scelta se non quella di abbandonare la sua associazione con Schofield. Dopo aver rilasciato una dichiarazione su Instagram in cui affermava di stare “lavorando a una soluzione”, l’azienda ha ritirato in sordina la collezione di abbigliamento a cui avevano collaborato in precedenza.
Accelerare la due diligence
Se il team di marketing di Boys Lie avesse avuto accesso a uno strumento come SafeCollab, probabilmente avrebbe scoperto i post controversi di Schofield molto prima di commissionare la collaborazione. Lo strumento, che fa parte della piattaforma di influencer marketing Popular Pays di Lightricks, aiuta i brand ad automatizzare i processi di due diligence quando lavorano con i creatori di social media.
Analizzando la cronologia dei post dei creatori su piattaforme come Instagram, TikTok e YouTube, è in grado di controllare tutto ciò che hanno pubblicato online per assicurarsi che non ci sia nulla che possa influire negativamente su un marchio.
I brand possono definire i loro parametri di rischio e lo strumento genererà rapidamente un’accurata valutazione del rischio, in modo da poter scegliere con sicurezza gli influencer con cui collaborare, sapendo che è improbabile che le loro collaborazioni scatenino un contraccolpo.

Senza una piattaforma come SafeCollab, il compito di svolgere tutta questa due diligence ricade sulle spalle dei marketer, il che significa passare ore a spulciare i profili di ogni influencer, controllando tutto ciò che hanno detto o fatto per assicurarsi che non ci sia nulla nel loro passato a cui il brand non vorrebbe essere associato.
Se consideriamo che la portata del lavoro potrebbe includere voci fuori campo, commenti approfonditi e analisi fotogramma per fotogramma dei contenuti video, si tratta di un processo minuzioso che non finisce mai. Dopo tutto, i migliori influencer hanno l’abitudine di sfornare contenuti freschi ogni giorno. I marketer più attenti non hanno altra scelta che monitorare costantemente ciò che pubblicano.
Al di là della scansione iniziale della cronologia, gli algoritmi di monitoraggio in tempo reale di SafeCollab si assumono la piena responsabilità, generando avvisi istantanei di qualsiasi contenuto problematico, come ad esempio post che contengono linguaggio grafico, immagini inappropriate, che promuovono la violenza o l’uso di droghe e alcol, che menzionano la violenza o qualsiasi altra cosa il brand ritenga sgradevole.
Le applicazioni in espansione dell’AI
Con il lancio di SafeCollab, Lightricks dimostra un altro caso di utilizzo dell’IA generativa. L’azienda si è fatta conoscere per la prima volta come sviluppatore di applicazioni per l’editing di video e immagini basate sull’AI, tra cui Photoleap, Facetune e Videoleap.
Quest’ultima applicazione incorpora filtri video alimentati dall’AI e funzionalità di AI generativa da testo a video. Vanta anche una funzione di effetti AI, grazie alla quale gli utenti possono applicare stili artistici AI specializzati per ottenere l’atmosfera desiderata per ogni video creato.
Lightricks è anche l’azienda dietro LTX Studio, una piattaforma completa che aiuta le aziende di produzione pubblicitaria e i registi a creare storyboard e pitch deck ricchi di risorse per i loro progetti video utilizzando l’intelligenza artificiale generativa text-to-video.
Il vantaggio principale di tutte le applicazioni AI di Lightricks è quello di far risparmiare tempo agli utenti, automatizzando il lavoro manuale e dando vita alle visioni creative, e SafeCollab ne è un ottimo esempio. Automatizzando il processo di due diligence dall’inizio alla fine, i marketer possono identificare rapidamente gli influencer controversi da cui preferirebbero stare alla larga, senza dover passare ore a condurre ricerche approfondite.



