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X: stop a monetizzazione per video AI di guerra non dichiarati

In risposta alla crescente diffusione di disinformazione visiva, la piattaforma X ha annunciato una revisione dei propri protocolli di monetizzazione, sospendendo temporaneamente dal Creator Revenue Sharing chiunque pubblichi video di conflitti armati generati dall’intelligenza artificiale senza un’esplicita dichiarazione, una misura volta a tutelare l’integrità dell’informazione in scenari geopolitici critici.

Secondo quanto riportato da Adweek, la decisione segue di pochi giorni l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran, un contesto che ha visto la piattaforma inondata di contenuti manipolati. Il responsabile del prodotto di X, Nikita Bier, ha formalizzato il cambio di rotta sottolineando come le tecnologie di intelligenza artificiale abbiano drasticamente abbassato le barriere per la creazione di contenuti potenzialmente ingannevoli, rendendo imperativo l’accesso a fonti autentiche sul campo durante i periodi di guerra.

The Elon Musk-owned platform is pitching advertisers on Grok for brand safety—just weeks after the chatbot flooded the platform with nonconsensual deepfakes of real users.

Protocolli di sanzione e meccanismi di rilevamento

L’architettura della nuova policy prevede un sistema di deterrenza basato su sanzioni economiche progressive. L’analisi logica del provvedimento evidenzia i seguenti punti chiave:

  • Sospensione immediata di 90 giorni dal programma di remunerazione per la prima violazione (mancata etichettatura di video AI relativi a conflitti).
  • Esclusione permanente dal Creator Revenue Sharing in caso di violazioni reiterate.
  • Obbligo per i creatori di utilizzare lo strumento “Aggiungi divulgazione dei contenuti” per apporre l’etichetta “Creato con AI”.

Per l’identificazione dei contenuti non dichiarati, X si affiderà a un approccio ibrido: da un lato l’analisi dei metadati incorporati dai sistemi di generazione artificiale, dall’altro l’utilizzo delle Community Notes, il sistema di fact-checking partecipativo della piattaforma.

Logiche di mercato e sicurezza del brand

Questa mossa si inserisce in un quadro più ampio di crisi reputazionale e finanziaria. Una recente indagine ha descritto X come sommersa dalla disinformazione riguardo alle tensioni in Medio Oriente, con vecchi filmati spacciati per attualità e deepfake virali. Il cambiamento nelle regole di pagamento — avvenuto nel 2024 segnando un netto distacco dalle precedenti metriche basate sulle impressioni pubblicitarie a favore dell’engagement — ha involontariamente incentivato la proliferazione di contenuti shock ad alta viralità.

Parallelamente, la dirigenza sta tentando di riconquistare la fiducia degli investitori. Nonostante la piattaforma abbia recentemente modificato le proprie linee guida per limitare i casi di deepfake non consensuali, molti analisti ritengono che tali misure siano tutt’altro che esaustive. Con ricavi pubblicitari stimati circa alla metà rispetto al periodo precedente l’acquisizione di Elon Musk, come indicato in un documento ottenuto da ADWEEK, la tutela della “brand safety” è diventata una priorità strutturale per evitare l’esodo definitivo degli inserzionisti.

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