Il CEO di Figma, Dylan Field, ha annunciato che la sua azienda disabiliterà temporaneamente la sua nuova funzione AI “Make Design”.
La decisione arriva dopo le accuse secondo cui lo strumento riproduceva disegni molto simili all’app Meteo di Apple, sollevando dubbi sul fatto che i dati di addestramento di Figma contengano contenuti protetti da copyright.
Se gli strumenti di Figma contengono materiale protetto da copyright, allora lo saranno anche i suoi risultati. Questo potrebbe rendere gli utenti vulnerabili a problemi legali.
Figma è un’applicazione di web design collaborativo che ha recentemente lanciato lefunzioni“Make Design“alimentate dall’intelligenza artificialealla sua recente conferenza Config. L’applicazione incorpora diversi modelli di intelligenza artificiale nei sistemi di Figma, offrendo:
- Contenuti generati dall’intelligenza artificiale: Produce contenuti testuali rilevanti direttamente nei mockup di progettazione.
- Riscrittura e traduzione alimentate dall’intelligenza artificiale: Regola la lunghezza, il tono e il linguaggio dei testi all’interno dei progetti.
- FigJam AI: aiuta a visualizzare idee complesse, a ordinare i feedback e ad automatizzare le attività più noiose.
La controversia sull’app meteo di Apple che riguarda le funzioni AI di Figma è nata quando Andy Allen, fondatore di NotBoring Software, ha scoperto che lo strumento AI di Figma generava costantemente progetti che ricordavano l’app Meteo di Apple.
Allen ha ragione? Dai un’occhiata qui sotto e guarda tu stesso.
L’intelligenza artificiale di Figma sembra essere stata addestrata sulle app esistenti.
Si tratta di una “app meteo” che utilizza la nuova funzione Make Designs e i risultati sono praticamente quelli dell’app Meteo di Apple (a sinistra) Applel’app Meteo di Figma (a sinistra). Ho provato tre volte, stessi risultati. https://t.co/Ij20OpPCer pic.twitter.com/psFTV6daVD
– Andy Allen (@asallen) 1 luglio 2024
Allen ha scritto su X per accusare Figma di aver “pesantemente” addestrato il suo strumento sulle app esistenti.
Sebbene Field si sia assunto la responsabilità della svista, ha anche affermato che il problema deriva probabilmente dai modelli di base dell’app – in altre parole, non è colpa di Figma. Field ha dichiarato: “In altre parole, le accuse relative alla formazione dei dati contenute in questo tweet sono false”
Mi sembra giusto, ma che fine ha fatto la due diligence? Figma non sta commercializzando questo strumento sulla base delle sue nuove funzionalità di intelligenza artificiale, assumendosi così una certa responsabilità per i suoi risultati?
Field ha poi detto che avrebbe rimosso la funzione per indagare: “Ho chiesto al nostro team di disabilitare temporaneamente la funzione Make Design fino a quando non saremo sicuri di poterne supportare i risultati. La funzione sarà disattivata quando il nostro team con sede negli Stati Uniti si sveglierà tra qualche ora e la riabiliteremo quando avremo completato un passaggio di QA completo sul sistema di progettazione sottostante”
(4) Ho chiesto al nostro team di disabilitare temporaneamente la funzione Make Design fino a quando non saremo sicuri di poterne supportare i risultati. La funzione sarà disattivata quando il nostro US tra qualche ora, e la riabiliteremo quando avremo completato una verifica completa del sistema di progettazione..
– Dylan Field (@zoink) 2 luglio 2024
Gli strumenti di progettazione AI di Figma hanno già attirato critiche di massa. Abbassano la barriera del web design e democratizzano le competenze, oppure rischiano di produrre in massa applicazioni di scarsa qualità e di tipo “cookie-cutter”?
La giuria non ha ancora deciso.
Oppure eliminerà gran parte del lavoro ripetitivo del design e alzerà il livello di qualità per far emergere nuove idee interessanti, proprio come hanno sempre fatto i nuovi strumenti
Le aziende che non investono nel design continuano a non farlo e quelle che lo fanno continueranno a farlo. E la verità è che di solito c’è così tanto..
– Dustin Karp (@digitdustin) 26 giugno 2024
Tutto ciò si inserisce anche nel più ampio dibattito sul copyright e sulla proprietà intellettuale nell’era dell’intelligenza artificiale.
Loscorso anno, un importante studio condotto dallo scienziato cognitivo Dr. Gary Marcus e dal concept artist Reid Southen, intitolato “Generative AI Has a Visual Plagiarism Problem“, ha messo in luce la capacità di modelli di IA come Midjourney e DALL-E 3 di produrre immagini che assomigliano molto a materiale protetto da copyright, in modo simile allo strumento di Figma.
Simoltiplicano anche le sfide legali, con autori e aziende del settore dei media che intentano cause contro le aziende di AI per il presunto utilizzo di materiale protetto da copyright nei loro dati di addestramento senza autorizzazione.
La questione non è ancora stata risolta, lasciando tutti, dagli sviluppatori di IA ai creatori, a chiedersi cosa significhi oggi il copyright.



