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L’arte generata dall’intelligenza artificiale non può essere coperta da copyright, dice la Corte d’Appello statunitense

La bizzarra saga legale sulla possibilità di concedere un copyright a un sistema di intelligenza artificiale ha preso un’altra piega questa settimana.

Con una sentenza unanime, la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Circuito di Washington ha stabilito che le opere create autonomamente dall’IA non possono essere protette dal diritto d’autore secondo la legge vigente.

Il collegio di tre giudici ha confermato la decisione di un tribunale inferiore del 2023, secondo cui solo le opere con autori umani possono essere registrate presso l’U.S. Copyright Office.

Il caso risale al tentativo fallito dell’informatico Stephen Thaler di tutelare il copyright di “A Recent Entrance to Paradise”, un’immagine inquietante e onirica creata nel 2012 dalla “Creativity Machine” dell’IA di Thaler

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Sopra: L’opera “A Recent Entrance to Paradise” di Stephen Thaler è stata creata nel 2012.

Quando Thaler ha cercato di registrare l’opera, l’Ufficio del copyright ha respinto la sua richiesta, sostenendo che “manca la paternità umana necessaria per sostenere una richiesta di copyright”

Thaler ha fatto causa, insistendo sul fatto che il requisito di “paternità umana” richiesto dal Copyright Office non aveva alcuna base legale. Thaler ha sostenuto che la concessione di diritti d’autore alle creazioni dell’intelligenza artificiale avrebbe favorito l’obiettivo costituzionale di promuovere “il progresso della scienza e delle arti utili”

Nel 2023, un giudice federale si è schierato decisamente con il Copyright Office, definendo la paternità umana “un requisito fondamentale del copyright”

“Ci stiamo avvicinando a nuove frontiere del diritto d’autore mentre gli artisti inseriscono l’intelligenza artificiale nella loro cassetta degli attrezzi”, scrisse il giudice all’epoca. “Questo caso, tuttavia, non è così complesso”

La corte d’appello era d’accordo, ritenendo che “gli autori sono al centro della legge sul copyright” e che il significato della legge limita la paternità agli esseri umani. Thaler ha dichiarato di essere fortemente in disaccordo con la sentenza e ha intenzione di ricorrere in appello.

Con la proliferazione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, i tribunali si stanno confrontando con questioni sconvolgenti in materia di proprietà e diritti.

Sebbene questo caso fornisca un po’ di chiarezza sull’arte dell’IA completamente autonoma, molte questioni relative alle opere collaborative tra uomo e IA rimangono ancora irrisolte.

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