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L’intelligenza artificiale, affamata di energia, divorerà la fornitura energetica del Giappone entro il 2030

L’intelligenza artificiale sta già mettendo a dura prova le reti elettriche di tutto il mondo, ma secondo un nuovo rapporto siamo solo all’inizio.

Secondo le ultime previsioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), entro il 2030 i data center dell’intelligenza artificiale consumeranno quasi la stessa quantità di elettricità che oggi consuma l’intero Giappone.

Oggi i data center consumano già circa l’1,5% dell’elettricità mondiale, ovvero circa 415 terawattora all’anno. L’AIE prevede che questo consumo raddoppierà fino a raggiungere quasi 950 TWh entro il 2030, pari a quasi il 3% dell’elettricità globale.

L’hardware specializzato che gestisce i sistemi di intelligenza artificiale è il vero consumatore. La domanda di elettricità per questi “server accelerati” aumenterà di un incredibile 30% ogni anno fino al 2030, mentre i server convenzionali cresceranno a un più modesto 9% annuo.

Alcuni data center già in costruzione consumeranno una quantità di energia pari a quella di 2 milioni di abitazioni medie, mentre altri già annunciati per il futuro sono destinati a consumarne fino a 5 milioni o più.

IEA
Alcuni data center potrebbero consumare più di 4 milioni di case. Fonte: IEA.

Una distribuzione molto disomogenea

Entro il 2030, i data center americani consumeranno circa 1.200 kilowattora (kWh) a persona, ovvero circa il 10% di quanto consuma un’intera famiglia statunitense in un anno e “un ordine di grandezza superiore a qualsiasi altra regione del mondo”, secondo l’AIE. L’Africa, invece, raggiungerà a malapena i 2 kWh a persona.

A livello regionale, alcune aree stanno già sentendo la pressione. In Irlanda, i centri dati assorbono l’incredibile 20% dell’elettricità del paese. Sei stati americani dedicano più del 10% della loro energia ai data center, con la Virginia in testa con il 25%.

L’energia pulita può tenere il passo?

Nonostante i timori che l’appetito dell’intelligenza artificiale possa sabotare gli obiettivi climatici, l’AIE ritiene che queste preoccupazioni siano “sopravvalutate”

Quasi la metà dell’elettricità aggiuntiva necessaria per i data center fino al 2030 dovrebbe provenire da fonti rinnovabili, anche se i combustibili fossili continueranno a svolgere un ruolo di primo piano.

Il mix energetico varia notevolmente da regione a regione. In Cina, il carbone alimenta oggi quasi il 70% dei data center. Negli Stati Uniti, il gas naturale è al primo posto con il 40%, seguito dalle fonti rinnovabili con il 24%.

IEA
Le energie rinnovabili faranno il lavoro pesante per l’intelligenza artificiale. Fonte: IEA.

In prospettiva, i piccoli reattori nucleari modulari (SMR) potrebbero diventare fondamentali per soddisfare il consumo di energia dell’IA dopo il 2030.

Aziende tecnologiche come OpenAI stanno già pianificando il finanziamento di oltre 20 gigawatt di capacità SMR, segno che stanno pensando alla sicurezza energetica a lungo termine. Microsoft vuole addirittura resuscitare la defunta centrale nucleare di Three Mile Island.

Efficienza vs. espansione

L’AIE ipotizza diversi futuri possibili per il consumo energetico dell’IA. Nello scenario “Lift-Off”, che ipotizza un’adozione accelerata e diffusa dell’IA, l’elettricità globale dei data center potrebbe superare i 1.700 TWh entro il 2035 – quasi il 45% in più rispetto alla proiezione di base.

IEA lift off
Lo scenario “Lift-Off” dell’AIE prevede un consumo energetico massiccio. Fonte: IEA.

In alternativa, lo scenario “Alta Efficienza” suggerisce che i miglioramenti nel software, nell’hardware e nelle infrastrutture potrebbero ridurre il fabbisogno di energia elettrica di oltre il 15%, pur garantendo la stessa capacità e le stesse prestazioni dell’IA. Tuttavia, se l’IA incontra dei problemi, dei “venti contrari”, il consumo di energia potrebbe essere notevolmente inferiore.

La principale conclusione dell’AIE è che il prossimo decennio metterà alla prova l’attento equilibrio tra potenza ed efficienza energetica dell’IA.

Se l’industria tecnologica riuscirà a risolvere questo enigma potrà avere un impatto non solo sul futuro dell’IA, ma anche sul suo ruolo nell’affrontare, anziché peggiorare, la crisi climatica globale.

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