Papa Francesco si è rivolto ai leader delle democrazie del G7 in occasione del loro vertice annuale in Puglia, Italia, venerdì scorso.
L’87enne pontefice, arrivato su una sedia a rotelle, si è trasformato in un improbabile etico dell’AI durante l’evento.
Il suo messaggio è stato familiare: L’IA, pur promettendo grandi benefici per l’umanità, presenta gravi rischi se non viene controllata adeguatamente.
Francesco ha esortato i leader riuniti, tra cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il primo ministro italiano Giorgia Meloni, a garantire che l’IA rimanga incentrata sull’uomo.
“Parlare di tecnologia significa parlare di ciò che significa essere umani”, ha detto Francesco, avvertendo che cedere troppo potere decisionale alle macchine “condannerebbe l’umanità a un futuro senza speranza” e minerebbe la dignità dell’uomo.
“Condanneremmo l’umanità a un futuro senza speranza se togliessimo alle persone la capacità di prendere decisioni su se stesse e sulla propria vita, condannandole a dipendere dalle scelte delle macchine”, ha detto ai leader mondiali.
“Dobbiamo garantire e salvaguardare uno spazio per un adeguato controllo umano sulle scelte fatte dai programmi di intelligenza artificiale: Ne va della stessa dignità umana”
Francesco ha parlato anche di aspetti positivi, affermando che l’intelligenza artificiale potrebbe consentire la “democratizzazione dell’accesso alla conoscenza”, il “progresso esponenziale della ricerca scientifica” e la riduzione di “lavori impegnativi e faticosi”
Il Papa ha fatto un’analisi non superficiale dei limiti dell’IA, un tema molto sentito e dibattuto nelle alte sfere della Silicon Valley.
“Gli esseri umani sono in continua evoluzione e possono sorprenderci con le loro azioni. Questo è un aspetto che una macchina non può prendere in considerazione”, ha affermato, e che gli algoritmi “possono solo esaminare realtà formalizzate in termini numerici”
Il Papa chiede di vietare i robot killer
Francesco ha anche chiesto di vietare del tutto le armi autonome letali, i “robot assassini”, dichiarando che “nessuna macchina dovrebbe mai scegliere di togliere la vita a un essere umano”
La dura verità è che probabilmente è troppo tardi per questo, visto che le armi AI sono già state impiegate almeno nei conflitti tra Russia e Ucraina e tra Israele e Palestina.
Il premier italiano Meloni ha invitato il Papa al G7, con l’obiettivo di sfruttare la sua gravitas e la sua moral suasion. Sembra che abbia funzionato. L’apparizione del Papa ha iniettato una dose di ponderazione morale nelle discussioni del G7 e il suo messaggio ha avuto una chiara risonanza.
Le discussioni successive hanno riconosciuto il potenziale dell’IA di sconvolgere i mercati del lavoro, in quanto le macchine sostituiscono i lavoratori umani, e di alterare la giustizia penale – tutte cose di cui abbiamo già avuto prova.
Ad esempio,all’inizio dell’annoil FMI ha avvertito che l’IA potrebbe avere un impatto sul 40% dei posti di lavoro a livello globale. I sistemi di polizia AI stanno prendendo piede, ma le prove preliminari dimostrano che possono essere imprevedibili.
Francesco è intervenuto anche su altri punti urgenti dell’agenda del G7. Ha criticato indirettamente l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, lamentando la “grave violazione dell’integrità territoriale di un paese sovrano” Ha anche chiesto una distribuzione più equa dei vaccini e dei trattamenti COVID alle nazioni più povere.
La Chiesa cattolica ha una lunga storia alle prese con le implicazioni morali e sociali delle nuove tecnologie e dei progressi scientifici.
Nel corso dei decenni, vari papi si sono espressi su questioni che vanno dalle armi nucleari all’ingegneria genetica, dai social media ai cambiamenti climatici.
Nel 1963, ad esempio, Papa Giovanni XXIII emanò l’iconica “Pacem in Terris”, che affrontava le minacce poste dalla corsa agli armamenti nucleari.
Papa Giovanni Paolo II parlò spesso di bioetica, mettendo in guardia contro la mercificazione della vita umana attraverso pratiche come la ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Più recentemente, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco hanno affrontato il tema dell’era digitale e Francesco ha dichiarato che l’accesso a internet sarà un diritto umano nel 2020.
Il G7 ha promesso di coordinare meglio i quadri di governance dell’IA per tenere sotto controllo la tecnologia, un sentimento che si è diffuso in ogni vertice internazionale negli ultimi tempi.



