Il recente debutto di OpenAI nel campo degli agenti autonomi, descritto in un approfondimento di Adweek, segna il passaggio definitivo verso il cosiddetto “web agentico”, un ecosistema in cui l’intelligenza artificiale non si limita a fornire informazioni, ma agisce per conto dell’utente, obbligando il marketing digitale a una radicale revisione delle strategie di acquisizione e misurazione dei dati.
Il declino della ricerca tradizionale e la frammentazione del traffico
L’analisi dei flussi di traffico digitale rivela una trasformazione strutturale imminente. Secondo le proiezioni di Gartner, entro il 2026 si assisterà a una contrazione del 25% nel volume delle ricerche tradizionali. Questo fenomeno è la conseguenza diretta dell’integrazione di strumenti come Atlas nei processi decisionali quotidiani. Per gli operatori del settore, ciò implica una riduzione dei punti di contatto diretti tra brand e consumatore, rendendo le strategie search-centric non più sufficienti a garantire la visibilità. La logica algoritmica sta diventando il mediatore primario, filtrando le opzioni prima ancora che l’utente finale interagisca con un sito web.
Oltre il browser: l’ascesa dell’internet aperto
Nonostante la pressione sui motori di ricerca, i dati mostrano opportunità di crescita in segmenti dell’internet “aperto” precedentemente considerati secondari. L’efficacia delle campagne si sta spostando verso ambienti a elevata attenzione che sfuggono alle logiche dei chatbot:
- Dominio Mobile: Gli utenti trascorrono circa il 90% del tempo su dispositivi mobili all’interno di applicazioni, un settore che genera oltre 935 miliardi di dollari di entrate globali annue.
- Connected TV (CTV): Questi schermi offrono un ambiente protetto e misurabile per lo storytelling di marca.
- Digital Out-of-Home (DOOH): Un canale che permette di mantenere il contatto fisico-digitale con il consumatore in modo costante.
Data Strategy: il tessuto connettivo del marketing moderno
In un contesto dominato dall’intelligenza artificiale, la diversificazione dei canali risulta inefficace se priva di un’infrastruttura di dati integrata. Il paradigma si sta spostando dalla raccolta passiva di informazioni a una strategia di dati “privacy-led” che funge da tessuto connettivo tra mobile, CTV e altri touchpoint. L’ottimizzazione delle offerte (bid optimization) e la personalizzazione dei contenuti creativi non devono essere visti come sottoprodotti di una campagna, ma come la base logica su cui costruire il valore del brand. Solo attraverso una misurazione unificata delle performance su ogni schermo sarà possibile contrastare l’intermediazione degli agenti IA e mantenere un controllo diretto sulla relazione con l’audience.



