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Corsi in biblioteca per imparare a disattivare l’IA

In un’epoca in cui le grandi aziende tecnologiche integrano forzatamente l’intelligenza artificiale nei dispositivi quotidiani, diversi bibliotecari negli Stati Uniti hanno iniziato a organizzare corsi intitolati “Avoiding AI”. Come riportato dalla testata TechCrunch, questi incontri registrano il tutto esaurito e mirano a restituire agli utenti la propria autonomia digitale, insegnando come disattivare strumenti come Apple Intelligence o Gemini.

L’iniziativa ha preso il via grazie a Hannah Cyrus, una bibliotecaria del Maine che ha recentemente pubblicato uno studio accademico sulla creazione del suo laboratorio pratico. Sopraffatta dalle continue richieste dei cittadini, stanchi di vedere l’IA riassumere le proprie e-mail o suggerire testi non richiesti, Cyrus ha ideato un workshop per spiegare il funzionamento di queste tecnologie e illustrare i passaggi per disabilitarle. Il successo è stato immediato, spingendo altri colleghi, come Charlie Bailey a Philadelphia, a replicare il programma con grande seguito.

Charlie Bailey ospita un laboratorio intitolato Avoiding AI

L’interesse del pubblico si è rivelato senza precedenti: gli annunci sui canali social, come il post pubblicato sull’account Instagram della biblioteca di Philadelphia, hanno ottenuto migliaia di interazioni e centinaia di condivisioni, costringendo gli organizzatori ad aggiungere nuove date. Durante gli incontri si crea un forte senso di collaborazione tra i presenti, che si scambiano consigli utili, come l’aggiunta del parametro “&udm=14” alle ricerche su Google per nascondere i riassunti generati dall’algoritmo.

Riconquistare l’autonomia digitale

I partecipanti alle sessioni non esprimono un rifiuto totale nei confronti del progresso tecnologico — di cui riconoscono il valore in ambiti come la ricerca medica o la scansione di documenti storici — ma manifestano forte scetticismo per l’impatto ambientale dei data center e per l’imposizione di funzioni non richieste. Per i bibliotecari promotori dell’iniziativa, questo fenomeno rappresenta un’opportunità fondamentale per promuovere l’alfabetizzazione digitale, aiutando le persone a riprendere il controllo sui propri dispositivi e sulle proprie scelte tecnologiche.

Crediti immagini: TechCrunch

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