La scorciatoia con cui mezzo mondo sta facendo lavorare gli agenti è sempre la stessa: gli si passa la password e si spera bene. 1Password ha lanciato giovedì una piattaforma che prova a chiudere quella scorciatoia, lasciando che un agente entri nei tuoi account senza vedere mai le credenziali.
Il funzionamento è una triangolazione fra agente, utente e gestore di password. Quando l’agente arriva davanti a un modulo di accesso, usa una chiave digitale unica per dimostrare a 1Password chi è; l’utente riceve una notifica che dice quale credenziale serve e perché, e approva o rifiuta dal proprio dispositivo; a quel punto 1Password compila direttamente il campo invece di spedire la password all’agente, che prosegue con il suo compito mentre la credenziale resta chiusa nel caveau.
L’elenco dei partner dice quanto la questione sia sentita in alto: l’integrazione copre gli agenti di Anthropic con Claude Duet, ChatGPT Work e dots di OpenAI, Muse di Meta, Grok Bot e Townie della startup Town, a cui si aggiungono Browserbase, Browser Use, Perplexity e Ramp. L’azienda dice di stare lavorando ad altre integrazioni.
“Gli agenti stanno iniziando a fare lavoro vero per nostro conto. Il vecchio modello in cui consegni una credenziale e speri in bene non funziona”, ha dichiarato Aashish Tripathi, chief product officer di 1Password. Il punto che l’azienda ripete è che un agente dovrebbe poter fare il compito che gli hai assegnato senza ottenere un accesso permanente a tutto quello che sta dietro l’account.
Il tempismo del lancio non è casuale. Lo stesso giorno Axios ha raccontato che le banche americane hanno iniziato a rilevare attività agentica dentro i conti dei clienti. Non si tratta necessariamente di agenti impazziti che svuotano i conti, ma dell’effetto prevedibile di milioni di persone che delegano a un software anche le faccende finanziarie. Il problema grosso è un altro: la maggior parte degli istituti non riesce a distinguere se quell’attività sia stata chiesta dal cliente oppure no.
I banchieri sentiti sul tema hanno definito la situazione terrificante, e un portavoce di Chase ha ricordato ai clienti quello che da vent’anni si ripete e che tutti stanno ricominciando a fare: non dare a nessuno nome utente e password dei propri conti. Nessuno, in questo caso, include il maggiordomo digitale che ti prenota le vacanze.
Immagine: akinbostanci / Getty Images



