ai marketing italia

la prima agenzia dedicata a far crescere la tua pmi con l'intelligenza artificiale

ChatGPT: un terzo degli annunci è irrilevante

Un’analisi condotta sulla piattaforma ChatGPT e riportata da Artificial Intelligence News rivela che un terzo degli annunci pubblicitari mostrati dal chatbot risulta completamente slegato dalle conversazioni degli utenti. Lo studio evidenzia come i sistemi di targeting contestuale di OpenAI fatichino ancora a interpretare le reali intenzioni d’acquisto, creando una discrepanza rilevante tra le aspettative degli inserzionisti e l’effettiva pertinenza dei messaggi promozionali.

Il report è stato realizzato da Searchable, piattaforma specializzata nella visibilità per l’IA, che ha esaminato oltre 11.000 inserzioni erogate all’interno di conversazioni reali nell’arco di un mese. Dall’indagine emerge che solo il 27% delle inserzioni rappresentava una corrispondenza diretta con il prodotto o servizio richiesto dall’utente. Il 40% mostrava invece un legame puramente contestuale, ossia riferito ad argomenti citati in precedenza nella sessione ma non pertinenti alla domanda specifica in corso. Dato ancora più significativo per chi investe in pubblicità, nel 68% dei casi gli annunci sono comparsi in chat dove l’utente non mostrava alcuna intenzione di acquistare, prenotare o confrontare prodotti.

Differenze sostanziali tra i vari settori merceologici

L’accuratezza del posizionamento varia in modo netto a seconda del comparto economico. Il settore del marketing e dei servizi B2B ha registrato la percentuale più alta di annunci irrilevanti (47%), seguito a breve distanza dal segmento software e SaaS (45%). Al contrario, le prestazioni migliori in termini di pertinenza diretta sono state rilevate nei servizi di verifica dati e background check (50%), nel settore dei viaggi (43%) e nell’automotive (42%). Nessun ambito merceologico è comunque riuscito a superare la soglia del 50% di corrispondenza diretta. Il settore assicurativo ha mostrato una dinamica particolare: raramente fuori tema (23%), si è concentrato prevalentemente nella fascia contestuale (66%), con annunci agganciati ad eventi della vita citati dall’utente anziché a una richiesta esplicita di polizza.

Il nodo del targeting e il confronto con la ricerca tradizionale

A differenza dei motori di ricerca tradizionali, in cui le aziende acquistano parole chiave specifiche che segnalano un potenziale acquirente, la piattaforma pubblicitaria di ChatGPT si basa su modelli contestuali. OpenAI tenta di abbinare le descrizioni degli inserzionisti alle conversazioni in tempo reale, in un ambiente che le persone utilizzano primariamente per studiare, programmare o elaborare idee. Sebbene i vertici della società abbiano dichiarato lo scorso giugno un calo dei tassi di chiusura manuale degli annunci da parte degli utenti, i dati mostrano che la percentuale di inserzioni slegate dal contesto rimane costante. Per i brand si conferma il fatto che apparire come annuncio sponsorizzato all’interno di un assistente virtuale non sostituisce l’efficacia di essere citati come risposta organica consigliata dall’algoritmo.

altre news