Un giudice federale della California ha stabilito che la decisione dell’amministrazione Trump di classificare la società di intelligenza artificiale Anthropic come un rischio per la catena di approvvigionamento è stata illegittima. La sentenza segna una vittoria fondamentale per l’azienda, colpita dal Pentagono dopo essersi rifiutata di rimuovere i limiti etici sull’uso militare dei propri modelli tecnologici.
Come riportato dalla testata TechCrunch, il giudice distrettuale Rita Lin ha stabilito che l’etichettatura di Anthropic come rischio per la catena di approvvigionamento, voluta dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, costituisce una ritorsione illegale in violazione del Primo Emendamento. Nella motivazione della sentenza, la magistrata ha definito il provvedimento governativo “arbitrario e capriccioso”, evidenziando come all’azienda sia stato negato il giusto processo garantito dal Quinto Emendamento. Il provvedimento ora annullato ordinava a tutte le agenzie federali di interrompere immediatamente ogni collaborazione con lo sviluppatore del modello Claude.
L’origine dello scontro sui paletti etici
La controversia tra le parti è nata dalla linea dura adottata da Anthropic nell’impostare paletti di sicurezza insuperabili, pensati per impedire l’impiego dei propri modelli in sistemi d’arma completamente autonomi o nella sorveglianza di massa della popolazione. Il giudice Lin ha messo in luce le incoerenze dell’esecutivo, notando come, mentre il governo dipingeva la società come una minaccia, il Dipartimento della Difesa continuava a trattare contratti commerciali e a collaborare con l’azienda sfruttando il modello Mythos per la sicurezza informatica.
Nel testo della decisione si legge espressamente che il mero richiamo alla sicurezza nazionale non costituisce un assegno in bianco per punire le voci critiche. In risposta alla sentenza, un portavoce dell’azienda si è detto soddisfatto dell’annullamento della misura punitiva, confermando l’impegno a collaborare in modo costruttivo con il governo. Resta tuttavia aperto un secondo fronte legale: a marzo Anthropic aveva presentato due ricorsi distinti, e la causa parallela depositata presso il tribunale federale di Washington D.C. è ancora in fase di giudizio.


