La startup dei chatbot più chiacchierata degli ultimi cinque anni ha portato i libri in tribunale, e i suoi dipendenti si sono ritrovati con un badge Disney. Character.AI ha depositato il ricorso per bancarotta il 13 ottobre, e nel giro di pochi giorni il gruppo dell’intrattenimento ha accettato di assorbirne quasi tutto lo staff.
I numeri stanno in un atto depositato nella procedura fallimentare. Disney si impegna a fare un’offerta di lavoro ad almeno 60 dipendenti di Character.AI, cioè alla maggioranza di chi ci lavorava, per una spesa stimata in 60 milioni di dollari all’anno di compensi. Lo stesso documento dice che la grande maggioranza di chi ha ricevuto l’offerta l’ha accettata. Prima dell’accordo sul personale la startup aveva fatto sapere che Disney avrebbe rilevato una parte dei suoi asset per 20 milioni.
Il passaggio non arriva dal nulla. Karandeep Anand, che di Character.AI era l’amministratore delegato, a settembre è diventato il primo direttore tecnico nella storia di Disney, un’azienda che fino a poco prima accusava proprio quella startup di aver clonato i suoi personaggi dentro i chatbot. Il suo nuovo datore di lavoro ha poi comprato gli asset e assunto i colleghi che si era lasciato alle spalle.
La partita però non è chiusa: quella di Disney è una stalking horse bid, l’offerta di apertura che in una procedura fallimentare americana fissa il prezzo minimo e resta esposta al rilancio. Chiunque può presentarsi con una proposta più alta e portarsi via asset e accordo. I dettagli dell’intesa sono emersi da un atto giudiziario individuato da Bloomberg.
Sul perché una piattaforma con quella che gli atti definiscono una base utenti ampia e coinvolta sia finita in bancarotta, il documento è asciutto: costi di gestione alti e, testualmente, potenziali responsabilità legate a contenziosi e al confronto con i regolatori. Tradotto nei fatti: la società è stata citata in giudizio dalla madre di un ragazzo di 14 anni, che ha raccontato di un figlio diventato ossessionato da uno dei suoi chatbot prima di togliersi la vita.
A quella causa si sono aggiunte le indagini delle autorità sulla sicurezza dei minori, Texas in testa. Il conto di cinque anni di crescita velocissima lo pagano gli investitori; i tecnici che quei chatbot li hanno costruiti timbrano il cartellino alla Disney.
Immagine: Character.AI



