È qui che entra in gioco il desiderio. Basandoci sulle intuizioni dell’antropologia, abbiamo capito che il consumo è fondamentalmente relazionale: non si tratta semplicemente di acquistare prodotti o servizi, ma di soddisfare bisogni emotivi e sociali. I brand che riescono a sfruttare il potenziale dirompente dell’IA sono quelli che riconoscono e soddisfano questi desideri, piuttosto che imporre soluzioni tecnologiche alla ricerca di un problema.
Dalle etnografie digitali guidate dai consumatori alle personas dei consumatori generate dall’intelligenza artificiale, la tecnologia ha il potere di sconvolgere il modo in cui ricerchiamo, indirizziamo e testiamo prodotti e campagne, portando a esperienze di marca più significative e coinvolgenti. Ma come dice James Mackenzie, il nostro antropologo digitale residente, “Solo studiando le persone possiamo rivelare i diversi e abbondanti desideri che renderanno utile l’IA”




