Martedì 6 ottobre Pinterest ha presentato le Beauty Guides, una funzione che legge i Pin salvati su capelli e unghie e restituisce le parole con cui chiederli in salone. Termini come balayage, root melt o unghie a mandorla, che la cliente di solito non conosce e che il parrucchiere sì. Insieme alla terminologia la scheda indica tempi e prezzi del trattamento, oltre alla manutenzione necessaria.
La funzione parte negli Stati Uniti sui dispositivi iOS e si attiva con un tasto dentro l’app. Al lancio copre acconciatura, colore, forma e finitura delle unghie, e l’azienda prevede di estenderla ad altre categorie e altri paesi. Dietro c’è Pinterest Intelligence, il nome commerciale con cui la società raccoglie i propri modelli di riconoscimento visivo e di generazione. Secondo eMarketer l’obiettivo è trasformare un’ispirazione vaga in domanda di prodotto definita.
Il secondo annuncio è quello che riguarda i brand
Nella stessa settimana Pinterest ha aperto la promozione dei contenuti dei creator. Un’azienda può mettere budget dietro un Pin pubblicato da un creator con cui non ha nessun accordo: il creator viene avvisato e può escludersi a livello di account. Per chi compra pubblicità significa poter spingere contenuti organici che hanno già funzionato senza dover prima negoziare una collaborazione.
Messe insieme, le due novità costruiscono uno strato commerciale sopra l’intenzione visiva, che è sempre stata la materia prima di Pinterest. Non è il marketplace di TikTok Shop, è una strada più indiretta: la piattaforma non vende il prodotto, nomina il servizio e dice cosa chiedere a chi lo esegue.
Per chi lavora in un marchio di cosmetica la conseguenza operativa è concreta, ed è la stessa che vale per ogni superficie generativa: la scheda prodotto e le immagini smettono di essere lette solo da una persona e cominciano a essere lette da un modello che decide cosa consigliare. Il consiglio agli inserzionisti è di scrivere descrizioni che un sistema automatico possa usare, e di non saturare il feed di contenuti promossi fino a far sembrare commerciale anche la scoperta spontanea.
Resta un passaggio da osservare, ed è la fascia di prezzo. Una piattaforma che indica quanto costa un balayage assume un ruolo che finora non aveva, quello di riferimento sui prezzi di un servizio locale che cambia da città a città. È il punto in cui una funzione di ispirazione comincia a somigliare a un comparatore.
Crediti immagini: Pinterest



