ai marketing italia

la prima agenzia dedicata a far crescere la tua pmi con l'intelligenza artificiale

Come riconoscere i contenuti IA sul web secondo Pangram

In un’intervista rilasciata alla testata TechCrunch, il co-fondatore e amministratore delegato della startup Pangram, Max Spero, ha lanciato un allarme sulla proliferazione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale sul web. Secondo l’esperto, la rete si sta avvicinando pericolosamente alla cosiddetta teoria dell’internet morto, rendendo sempre più urgente l’adozione di strumenti in grado di distinguere la creazione umana da quella automatizzata.

Il problema della fiducia online non riguarda più soltanto i feed dei social network invasi da contenuti spazzatura: oggi i testi e le immagini generati dalle intelligenze artificiali penetrano nelle candidature di lavoro, nelle recensioni di prodotti e persino nelle richieste di risarcimento assicurativo. In questo scenario si inserisce Pangram, una giovane azienda che ha recentemente raccolto 9 milioni di dollari per sviluppare il proprio sistema di rilevamento e ha stretto una collaborazione con Substack per mostrare ai lettori quali autori utilizzano l’IA per redigere le proprie newsletter.

Le sfide del rilevamento e l’impatto sul lavoro

Ospite dell’ultimo episodio del podcast Equity condotto da Rebecca Bellan, Spero ha affrontato le complessità tecniche ed etiche legate all’identificazione dei contenuti sintetici. Valutare il grado di assistenza dell’IA in un testo si rivela spesso un compito più arduo e sfumato rispetto alla semplice etichettatura binaria tra uomo e macchina. Inoltre, il margine di errore comporta rischi elevati, in particolare quando i falsi positivi coinvolgono immagini sensibili o candidature formali.

Per quanto riguarda l’evoluzione del mercato del lavoro, la visione del dirigente di Pangram evidenzia come le mansioni di scrittura di basso profilo rischino di scomparire definitivamente. Al contempo, la produzione letteraria e giornalistica umana di reale qualità potrebbe acquisire un valore economico e culturale ancora più forte in un ecosistema digitale saturo di automatismi.

È possibile ascoltare la discussione completa iscrivendosi al podcast Equity tramite YouTube, Apple Podcasts, Overcast o Spotify, oltre a seguire gli aggiornamenti sui canali sociali X e Threads.

altre news