Google ha cominciato a far comprare le cose dentro le risposte della sua intelligenza artificiale, e per ora il pulsante ce l’ha un negozio solo. In India alcuni utenti vedono un tasto Compra accanto ad alcuni prodotti di Flipkart dentro Gemini e dentro AI Mode, la modalità conversazionale della ricerca: un tocco e si finisce in una cassa a marchio Flipkart, senza uscire dall’interfaccia.
Il test è piccolo e mirato: pochi utenti, un catalogo ristretto fatto di telefoni, elettronica e accessori. L’allargamento è previsto entro ottobre, in tempo per la stagione delle feste indiane, il periodo in cui il commercio elettronico del paese fa la parte grossa dell’anno.
Gli altri negozi, nelle stesse risposte, restano schede da leggere. Amazon compare accanto a Flipkart senza alcun tasto per comprare, e Google non ha detto se e quanto il negozio paghi per quella posizione.
La commessa che ti porta sempre allo stesso scaffale
Il dettaglio che cambia la lettura è nel registro dei soci. Nel 2024 Google ha investito circa 350 milioni di dollari in Flipkart, dentro un round guidato da Walmart, che del negozio è il proprietario, prendendosi una quota di minoranza. Il primo negozio a cui la sua intelligenza artificiale apre la cassa è quello in cui ha messo i soldi.
La spiegazione più banale regge benissimo, e conviene dirla. Si parte dal partner che ha già l’integrazione pronta. A settembre Google aveva indicato Flipkart fra i negozi al lavoro con lei sugli acquisti affidati agli agenti, cioè ai programmi che comprano per conto dell’utente, e aveva descritto il proprio protocollo come un traduttore universale fra i magazzini dei commercianti e quei programmi.
Il risultato, nel mese di picco, è comunque un vantaggio di scaffale concesso a un socio, su un mercato dove Flipkart e Amazon si contendono gli stessi clienti.
Dal consiglio alla cassa
Per vent’anni il motore di ricerca ha venduto la posizione nella lista e ha lasciato l’acquisto a qualcun altro. Con il tasto dentro la risposta il percorso si accorcia e cambia mestiere: chi scrive la risposta incassa anche la transazione. Il protocollo che Google ha presentato a gennaio serve esattamente a questo, far parlare gli agenti con i magazzini fino al momento del pagamento.
Per chi vende online il problema arriva prima della tecnologia. In uno scaffale infinito ci si posizionava con il lavoro sui contenuti e con la pubblicità; in una risposta sola, con un pulsante solo, la domanda diventa chi lo ottiene e a che prezzo. In India la prova generale è cominciata, e il tasto ce l’ha un negozio in cui il padrone della risposta è anche azionista.
Crediti immagini: Simon Shek, CC BY 2.0, via Flickr. Nella foto la corsia di un supermercato, non un magazzino Flipkart.



