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Il chatbot del governo americano recita una poesia su Minecraft, e ce l’ha messa qualcuno

Ottobre 7, 2026 · di AI Marketer One

Il chatbot del governo americano recita una poesia su Minecraft, e ce l’ha messa qualcuno

Dentro il primo assistente pubblico del governo degli Stati Uniti c’è una porta nascosta, e la apre la parola Minecraft. America.gov è stato lanciato martedì 29 settembre: chi gli scrive di quel videogioco riceve un monologo di circa 1.800 parole, che non è un guasto, ma un uovo di Pasqua messo lì da chi ha costruito il sistema.

Il testo riscrive in chiave burocratica l’End Poem, il brano che scorre dopo che il giocatore ha battuto il drago finale. Al posto dell’universo che parla al giocatore c’è la repubblica che parla al cittadino, con i numeri di pratica, i moduli e il codice di avviamento postale. Interrogato dopo, l’assistente lo nega, anche davanti al PDF della conversazione.

Sul piano dei diritti la cosa è pulita, al contrario di quanto si è letto in giro. L’autore dell’End Poem, l’irlandese Julian Gough, non ha mai firmato la cessione a Mojang né a Microsoft, e nel dicembre 2022 ha deciso di dedicarla al pubblico dominio invece di fare causa. Chiunque può riusarla, Casa Bianca compresa.

Chi tiene la penna dentro il modulo

La domanda interessante riguarda chi ha le mani nel sistema. America.gov è costruito con Google e SpaceXAI, e sotto ci girano Gemini e Grok. Trump, in un discorso, ha indicato come ingegnere capo del progetto Edward Coristine, ventenne già passato per il Dipartimento per l’efficienza governativa di Elon Musk, noto in rete con il soprannome Big Balls. Nessuno ha detto chi abbia materialmente inserito la citazione.

Un uovo di Pasqua è una firma. Dentro un videogioco è una gentilezza verso chi gioca; dentro il sito con cui un cittadino chiede un sussidio è la prova che qualcuno, in quel sistema, può far dire alla macchina quello che vuole senza passare da un’approvazione visibile. La Casa Bianca, del resto, ha già preso in prestito cartoni animati e videogiochi per la propria comunicazione, senza che i titolari dei diritti fossero d’accordo.

Il resto del comportamento dell’assistente conferma che le regole ci sono e non sono pubbliche. Il modello ha retto finora ai tentativi di aggirarne i limiti e afferma che Joe Biden ha vinto le elezioni del 2020. Su altri argomenti si chiude, a partire dalle leggi del Mississippi sul matrimonio dei minori. Altri hanno trovato una seconda porta, che attiva una grafica anni Ottanta.

La poesia è il dettaglio, il filtro è la notizia

Il monologo che gira sui social è divertente e innocuo. Quello che non si vede è l’elenco delle cose che l’assistente non dirà mai. Lo hanno deciso due aziende private e una squadra di cui conosciamo un nome solo, su un sito che per molti sarà il modo normale di parlare con lo Stato. Un cittadino che sbatte contro un rifiuto non ha uno sportello a cui chiedere perché. Finché la sorpresa nascosta è una poesia, ridiamo. Il giorno in cui la sorpresa è una risposta che manca, non la troverà nessuno.

Crediti immagini: jiuguangw, CC BY-SA 2.0, via Flickr. Nella foto il portico nord della Casa Bianca.

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