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Il data center arriva in camion: Crusoe raccoglie 3,9 miliardi per le fabbriche dell’IA

Ottobre 2, 2026 · di AI Marketer One

Il data center arriva in camion: Crusoe raccoglie 3,9 miliardi per le fabbriche dell’IA

Se le città non vogliono i data center, qualcuno ha deciso di portarglieli in camion. Crusoe, la società americana che costruisce infrastrutture per l’intelligenza artificiale, ha chiuso il 17 settembre un round da 3,9 miliardi di dollari che la valuta 30,9 miliardi, e una parte dei soldi finirà nei suoi data center modulari, fabbricati in serie e spediti dove c’è energia.

Il round è stato guidato da Atreides Management, Mubadala Capital e Valor Equity Partners, con Founders Fund, Nvidia, la Qatar Investment Authority, il fondo d’investimento dello Stato del Qatar, e la società di private equity TPG fra gli altri investitori. Dieci mesi fa Crusoe valeva 10 miliardi. Nata nel 2018 per estrarre criptovalute con il gas che i pozzi petroliferi bruciavano, oggi ha fra i clienti Meta, Microsoft e Oracle, un contratto quinquennale da 13 miliardi con la società di trading Jane Street e colloqui con le banche per una possibile quotazione.

Il camion

Il prodotto si chiama Spark. Sono unità di calcolo che si trasportano su strada e si collegano a grandi fonti di energia quasi ovunque, costruite negli stabilimenti dell’azienda senza bisogno di grandi cantieri, e secondo CoinCentral il formato aiuta anche a evitare le proteste che accompagnano i grandi complessi. Le catene di montaggio esistono già: un impianto da circa 33.000 metri quadrati a Brighton, in Colorado, e un secondo stabilimento a Tulsa inaugurato il 14 settembre.

Le proteste sono il motivo per cui il formato conta. Negli Stati Uniti, secondo un sondaggio Gallup, sette persone su dieci non vogliono un data center vicino a casa, come abbiamo raccontato parlando della protesta americana.

Chi paga il pieno

Crusoe dichiara più di 140 miliardi di dollari di valore contrattuale complessivo, cioè la somma dei contratti firmati con i clienti su più anni. È una cifra che l’azienda comunica di sé e che non si può verificare dall’esterno, perché i contratti non sono pubblici.

Fra gli investitori c’è Nvidia, che vende i processori grafici su cui gira l’IA nei data center: il principale fornitore del settore finanzia chi costruisce la capacità di calcolo. Il rischio di questo intreccio è semplice: se la domanda di calcolo rallenta, lo scoprono nello stesso momento chi vende i chip e chi li ha già installati.

La spiegazione più semplice del modello Spark resta comunque quella industriale: l’energia sta dove sta, e un’unità già pronta da collegare si mette in funzione prima di un campus da costruire. Crusoe punta su centrali proprie e su accordi con fornitori di rete, batterie, nucleare e rinnovabili, come dichiara nel comunicato. Contro il capannone in fondo alla strada si può fare un’assemblea cittadina. Contro un rimorchio, per ora, nessuno ha trovato il modulo giusto.

Crediti immagini: Choinowski, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons. Nella foto il data center Equinix AM3 e AM4 di Amsterdam, non un impianto di Crusoe.

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